Le suore a Porto S Stefano - Immacolatine Argentario

Vai ai contenuti

Menu principale:

Le suore dell'Immacolata


Mons. Andrea Caron chiama le Suore a Porto S. Stefano nell’Asilo Parrocchiale fatto costruire dal Parroco Mons. Giacomo Magnani: è il 1° gennaio 1923.
Le Suore iniziano l’apostolato il 7 maggio 1923
spendendosi da subito nella Scuola Materna – compresa la refezione - e nel Laboratorio di cucito per le giovani.  
Purtroppo i documenti di fondazione e il decreto di apertura dell’attività sono andati perduti a causa dei bombardamenti subiti negli anni 1943 -1944, che hanno notevolmente danneggiato il caseggiato e sepolto tante memorie.
Nel tempo saranno molte le Suore che si susseguiranno nella Casa; alcune vi rimangono soltanto alcuni mesi.

L’8 dicembre del 1943, alle 12.30, aerei provenienti dal mare, bombardarono Porto Santo Stefano colpendo la darsena, il porto e numerosi edifici del rione del Valle. Alcune imbarcazioni tedesche ed altre appartenenti agli abitanti di Porto Santo Stefano furono colpite ed affondate. Trentaquattro vittime civili ed un numero imprecisato di feriti furono il bilancio finale di quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo giorno di festa in un tranquillo paese di mare.
Fu, quello, per Porto Santo Stefano, fino ad allora solo sfiorato dagli orrori della guerra, l'inizio di una serie di bombardamenti ed incursioni aeree che si protrassero fino al 7 giugno dell'anno successivo.

Nell’aprile del 1944 Porto S. Stefano venne distrutto da ripetuti bombardamenti. Le Suore avevano resistito, restando nell’asilo, con eroico sacrificio e con grave pericolo fino a questo tempo. La popolazione, compresi i Sacerdoti, era sfollata da mesi. Nei locali dell’Asilo erano stati trasferiti gli uffici del Municipio. Alle Suore era stato affidato l’incarico di occuparsi delle mense. La casa era stata rovinata durante le precedenti incursioni.
Per due volte aveva perso il tetto e per due volte con tenacia era stato rifatto finché nel terribile bombardamento dell’aprile 1944 venne rovinata quasi al completo e resa inagibile. Solo allora, non avendo altro riparo, le Suore decisero di partire per Genova intraprendendo un viaggio che risultò disastroso per la mancanza di mezzi di trasporto e per i continui bombardamenti. Uno di questi le sorprese mentre, a Cecina, erano in attesa di un treno: dovettero ripetutamente e con solerzia rifugiarsi nella campagna circostante. Partite il sabato da Porto S. Stefano, arrivarono a Genova il lunedì “più morte che vive”, con gli abiti bucherellati e strappati dai ferri dei fili spinati in cui si erano impigliate fuggendo di notte per mettersi al riparo. Ebbero salva la vita per miracolo.
Nel gennaio del 1946, ritornarono a Porto S. Stefano Sr. M. Canzianilla D’Agostino e Sr. M. Susanna Gammarota che, con l’aiuto della Superiora dell’Isola del Giglio, Sr. M. Teodolinda Guinasso, procurarono di rimettere a posto la casa ridotta in pessime condizioni.
Aiutate anche dal Genio Civile furono eseguiti, in varie riprese, i primi restauri necessari per rendere l’edificio abitabile. Le Suore, con tanto sacrificio e con lavoro indefesso, fecero del loro meglio per pulire e risistemare gli ambienti nel più breve tempo possibile. Tutto questo per andare incontro alle famiglie che, di ritorno dopo essere state sfollate, non trovando più la loro casa, erano obbligate a vivere tra le macerie: le Suore ritenevano quindi urgente poter offrire al più presto la possibilità di accogliere i bambini presso l’Asilo. Anche il Parroco Mons. Giacomo Magnani aveva preso alloggio presso l’Asilo. Il 19 luglio 1946 si conclusero le pratiche, già avviate, circa la donazione della casa e del terreno fatta dal Parroco Mons. Giacomo Magnani
Nell’ottobre del 1946 iniziano nuovi lavori, da parte dell’Istituto, per trasformare un locale al pianterreno in cucina e refettorio, lavori resisi necessari per il continuo aumento del numero dei bambini.
Il lavoro delle Suore diventa sempre più impegnativo: numerosi sono i bambini nella Scuola Materna, (per esempio nell’Anno Scolastico 1967-68, se ne registrano oltre un centinaio), si prodigano in Parrocchia, nell’insegnamento del catechismo, nella preparazione alla 1° Comunione, coi chierichetti, nel laboratorio di cucito per ragazze.
Nel corso degli anni verranno eseguiti vari e molteplici lavori nell’interno e all’esterno dell’edificio

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu