Progetto Educativo - Immacolatine Argentario

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PROGETTO EDUCATIVO


ISTITUTO 

DELLE SUORE DELL’IMMACOLATA



CENNI STORICI DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
DI DON AGOSTINO ROSCELLI


Don Agostino Roscelli ( Bargone 1818 – Genova 1902 ) appena fondato l’Istituto delle Suore dell’Immacolata si preoccupò di preparare maestre che andassero ad insegnare nei paesi dell’Appennino Ligure, dove regnava ancora l’analfabetismo: il Santo infatti chiamava le sue suore “Missionarie rurali”.

Dalle scuole elementari nei paesi, l'istituto passò in città ad aprire scuole medie e superiori. Già una decina di anni prima che nascesse l'istituto, Don Roscelli aveva fondato “case laboratorio” per avviare le ragazze nei lavori di sartoria e per dare loro una fonte di guadagno e una formazione morale e spirituale solida: nella seconda metà dell'800 la società genovese necessitava più che mai di una tale opera.

Ben presto però don Agostino Roscelli senti la necessità di dare a queste ragazze anche una formazione culturale, ed ecco che le case laboratorio si trasformavano in scuole e in luoghi di cultura. Oltre al cucito, una buona parte della giornata veniva assorbita dal leggere e dallo scrivere. Le maestre che vi si dedicavano sotto la guida di don Agostino divennero poi il seme del nascente Istituto.

In questo spirito, le suore impegnate nella scuola cattolica, continuano la sua opera con slancio ed impegno proponendo ad una società, che fugge la responsabilità, la fedeltà alla missione di preparare nel bambino, nel ragazzo e nel giovane l'uomo e la donna di domani perfettamente coscienti che questo è il migliore servizio fatto ai singoli stessi, alla comunità civile e alla Chiesa; nella stimolante consapevolezza che proprio questo è stato il volere di don Roscelli il quale anche adesso non cessa, in diversi modi, di benedire l'opera educativa delle suore Immacolatine.


PRINCIPI FONDAMENTALI


1.1   La tradizione della scuola cattolica pone il giovane al centro dell'interesse e degli interventi di educazione, di istruzione, di formazione miranti alla costruzione della sua personalità; essa si impegna ad accompagnare l'alunno nel suo divenire adulto e nel suo graduale inserirsi nella società civile.

1.2   Il progetto educativo d’istituto ( P.E.I. ) della nostra scuola si ispira ai valori espressi nella Dichiarazione sulla libertà religiosa, documento del concilio Vaticano II, il quale esorta soprattutto coloro che sono impegnati nei compiti educativi, ad adoperarsi per formare uomini, i quali, nel pieno riconoscimento dell'ordine morale, sappiano obbedire alle legittime autorità e siano amanti della genuina libertà; uomini che siano capaci di giudizi personali alla luce della verità, di svolgere le proprie attività con senso di responsabilità, e che si impegnino a perseguire tutto ciò che è vero e buono, generosamente disposti a collaborare a tale scopo con gli altri”. ( Dignitatis humanae n. 8)

1.3   “La scuola cattolica, al pari delle altre scuole, persegue le finalità culturali proprie della scuola e la formazione umana dei giovani. Ma  suo elemento caratteristico è di dare vita ad un ambiente comunitario scolastico permeato dello spirito evangelico di libertà e carità, di aiutare gli alunni perché nello sviluppo della propria personalità crescano insieme , secondo quella nuova creatura che in essi ha realizzato il battesimo, e di coordinare infine l’ insieme della cultura umana con il messaggio della salvezza, sicchè della conoscenza del mondo, della vita, dell'uomo, e gli alunni via via acquistano, sia illuminata dalla fede. Solo così la scuola cattolica, mentre- come è suo dovere- si apre alle esigenze determinate dell'attuale progresso, educa i suoi alunni a promuovere  efficacemente  il bene della città terrena ed insieme li prepara al servizio per la diffusione del regno di Dio, sicchè, attraverso la pratica di una vita esemplare ed apostolica diventino come il fermento di salvezza della comunità umana”. (Gravissimum educationis n. 8)

1.4   La nostra scuola fa sue, inoltre, le finalità istituzionali  espresse negli art. 3, 33 e 34 della Costituzione italiana.

1.5   Nessuna discriminazione nell’erogazione del servizio scolastico può essere compiuta per motivi riguardanti  sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche.

1.6   La scuola garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative in ogni periodo dell'anno scolastico.

1.7   La scuola si impegna a favorire l'accoglienza dei genitori e degli alunni, l'inserimento e l'integrazione di questi ultimi, con particolare riguardo alla fase di ingresso alle classi iniziali e alle situazioni di rilevante necessità.

1.8   L’obbligo scolastico e la regolarità della frequenza sono assicurati con interventi di prevenzione ed il controllo dell’evasione e della dispersione scolastica da parte di tutte le istituzioni coinvolte, che collaborano tra loro in modo funzionale ed organico.

1.9   La scuola, al fine di promuovere ogni forma di partecipazione, garantisce la massima semplificazione delle procedure ed un’informazione completa e trasparente. L'attività scolastica, e in particolare l'orario di servizio di tutte le componenti, si informa a criteri di efficienza,  efficacia, flessibilità nell'organizzazione dei servizi amministrativi, dell'attività didattica e dell'offerta formativa integrata.

1.10   La programmazione assicura il rispetto della libertà di insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell'alunno, sviluppando le potenzialità evolutive e contribuendo allo sviluppo armonico della personalità.

1.11   L'aggiornamento e la formazione costituiscono un impegno per tutto il personale scolastico.

1.12   La nostra scuola, con l'apporto delle competenze professionali del personale e la collaborazione delle famiglie è responsabile delle qualità delle attività educative e formative degli alunni.

1.13   La nostra scuola si propone di accompagnare l'alunno nel suo divenire adulto mediante una formazione integrale che tenga conto delle situazioni umane di ciascuno al fine di orientare alla scoperta del proprio ruolo nella vita e di rendere ciascuno capace di scelte responsabili.

1.14   “Dalla natura della scuola cattolica discende anche uno degli elementi di più espressivi dell'originalità del suo progetto educativo: la sintesi tra cultura e fede. Infatti il sapere, posto nell'orizzonte della fede, diventa sapienza e visione di vita”. (La scuola cattolica alle soglie del terzo millennio 1997)

1.15   “La tensione a coniugare ragione e fede, diventa l'anima delle singole discipline, dà loro unità, articolazione e coordinazione, facendo emergere all'interno stesso del sapere scolastico la visione cristiana sul mondo, sulla vita, sulla cultura e sulla storia”. (o.p.)

1.16   “Nel progetto educativo della scuola cattolica non si dà perciò  separazione tra momenti di apprendimento e momenti di educazione, tra momenti della nozione e momenti della sapienza. Le singole discipline non presentano solo conoscenze da acquisire, ma valori da assimilare e verità da scoprire”. (o.p.)

1.17   “Essa svolge un servizio di pubblica utilità e, pur essendo chiaramente e dichiaratamente configurata secondo la prospettiva della fede cattolica, non è riservata ai soli cattolici, ma si apre a tutti coloro i quali mostrino di apprezzare e condividere una proposta educativa qualificata”. (o.p.)

1.18   La nostra scuola si assume il compito dell'educazione degli alunni garantendo un insegnamento qualificato attraverso un'attenta programmazione  educativo-didattica rispondente alle esigenze del singolo. Assicura una continuità educativa attraverso la SCUOLA DELL’INFANZIA, PRIMARIA E MEDIA INFERIORE.

1.19   La scuola dell'infanzia, oltre a considerare il bambino centro dell'educazione, guarda a lui come soggetto che ha bisogno di essere guidato, sostenuto nel suo difficile cammino evolutivo. Il bambino formato in modo integrale crescerà armonico in tutte le sue facoltà psicofisiche e spirituali e sarà pronto ad accedere al ciclo per la scuola primaria.

1.20   La scuola primaria non si basa più solo sull'interesse spontaneo,  esige anche lo sforzo della volontà per dominare gli impulsi  istintuali dell'infanzia. Nella fanciullezza e nella fascia successiva della preadolescenza e adolescenza, il “deve”, si impone, per cui l'educatore dovrà far amare ciò che è o può non essere amato per poi gustare i frutti del sapere.

1.21   Nostro precipuo impegno e quindi condurre gli alunni ad una progressiva maturità di fede che consenta loro la sintesi tra cultura e vita cristiana, con uno spiccato amore all'immacolata, e la testimonianza dei valori evangelici, vissuti nella famiglia e nella società.

1.22   Tali finalità educative sono perseguite secondo lo stile roscelliano caratterizzato da un sincero amore per gli alunni, che devono poterlo percepire nell'atteggiamento dell'educatore, nel suo operato e nelle motivazioni che lo determinano; dalla conoscenza della psicologia dell’adolescente necessaria per compiere interventi educativi adeguati alle esigenze di ciascuno.

1.23   Don Roscelli  era convinto che per poter formare l'uomo occorre essere persone ricche, oltre che delle preziose doti umane, anche di interiorità per poter amare e accogliere l'uomo da formare, piccolo o grande che sia, con il dovuto rispetto della necessaria attenzione.

1.24   Tuttavia non si accontenta di queste indicazioni sorprendentemente attuali ma indica nella formazione della persona e del cristiano lo scopo dell’opera educativa: educare è formare l’uomo e il cristiano.

1.25   Formare l’uomo, dice, è impegnarsi a suscitare negli altri il desiderio e la volontà di crescere come persone libere, riuscite e mettere in loro l’inquietudine e il desiderio di conoscere e amare Dio.

1.26   Don Roscelli in tutto ciò dà molta importanza alla parola che deve essere sostenuta oltre che dal sapere anche da una condotta di vita conforme ossia da una parola che esprima la sapienza dell’educatore.

 
 
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